31.08.2026

06.09.2026

ARENA 11
~ Cinema e Comunità

Parco Tevere Marconi
Lungotevere di Pietra Papa - RM

Arena 11 – Cinema e Comunità è una rassegna di cinema transculturale curata da Cultural Pro APS, che si svolgerà presso il Parco Marconi nel Municipio XI di Roma nel 2025 e nel 2026. L’evento propone la visione di film italiani e internazionali che raccontano il territorio e la sua comunità attraverso voci e sguardi che svelano il rapporto di continuità storica, sociale e culturale del nostro quartiere con altri contesti. Ingresso Libero.

COME ARRIVARE:

Parco Marconi si raggiunge con Metro B – fermata Basilica San Paolo (10–15 minuti a piedi). Le linee bus ATAC che servono viale Marconi/Piazza della Radio (fermate Meucci, Fermi, Righi, ecc.) includono 170, 766, 775, 780, 781, 791, 792 (notturna N781). Collegamenti ferroviari: Roma Trastevere e Roma Ostiense (linee FL), con proseguimento in bus o Metro B. Accesso anche a piedi o in bici tramite Ponte Marconi.

Parco Tevere Marconi
Lungotevere di Pietra Papa - RM

Arena 11 – Cinema e Comunità è una rassegna di cinema transculturale curata da Cultural Pro ETS, che si svolgerà dal 31 agosto al 6 settembre presso il Parco Tevere nel Municipio XI di Roma. L’evento ad ingresso gratuito propone la visione di film italiani e internazionali, che raccontano il territorio e la sua comunità attraverso voci e sguardi che svelano la continuità storica, sociale e culturale del nostro quartiere con altri contesti. 150 posti a sedere senza obbligo di prenotazione a disposizione del pubblico, con punto ristoro e vista sul fiume.

“Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”.

Per la seconda edizione della manifestazione è prevista una selezione di film d’autore italiani e internazionali, dove al centro c’è la comunità di Viale Marconi e della città, raccontata attraverso storie che valorizzano il suo carattere interculturale. La rassegna di quest’anno esplora l’alienazione, intesa come il distacco che si crea tra le persone a causa delle disuguaglianze sociali e di genere. La città e il quartiere dove abitiamo dovrebbero farci sentire a casa, ma spesso abbiamo paura e ci isoliamo perché siamo soggetti a narrazioni che vogliono farci sentire innatamente diversi e divisi. La selezione si prepone di riscoprire il quartiere tramite uno sguardo cinematografico, per metterne in risalto la poetica delle sue molteplici relazioni.

I film parlano di come sia necessario sostenersi l’un l’altro per creare un mondo più ospitale e solidale al fine di mettere freno all’avidità, allo sfruttamento e alla violenza che condizionano la nostra vita quotidiana. L’evento è pensato come un luogo d’incontro e socialità per passare del tempo insieme in compagnia dei film.

 


 

Lunedì 31 agosto – dalle 20:30
Presentazione della rassegna e talk sul film della serata con Sofia Dati, Nensi Bego, e Fabio Bego.

 

Lunedì 31 agosto – dalle 21:00
La commare secca
Produzione: Italia, 1962
Regia: Bernardo Bertolucci

Opera prima di Bernardo Bertolucci, il film è ambientato sulle rive del Tevere con molte scene girate tra Parco Schuster e Ponte Marconi. Il soggetto è stato scritto da Pier Paolo Pasolini e racconta la storia del misterioso omicidio di una donna e delle vicende che si intrecciano intorno a questo evento. Lo sguardo cinematografico e la colonna sonora di Piero Piccioni ritraggono le rive del fiume come residuo di una vita rupestre dove si va a cercare qualcosa come una “natura” per sfuggire al controllo e alla conformità della città, concedendosi attimi di svago e di libertà. L’area del Tevere appare come una terra di confine attraversata da personaggi connessi nella loro disconnessione e che malapena si notano. Il titolo cinico indica l’assenza di empatia e la rassegnazione al fatto che certe categorie di persone, come le donne emarginate, siano destinate a soccombere nella dura lotta per la sopravvivenza tra gli scarti del progresso.

 

Martedì 1 settembre – dalle 21:00
Adam
Produzione: Marocco, 2019
Regia: Maryam Touzani

Samia, una ragazza incinta, sola e emarginata, cerca lavoro come domestica nelle case dei quartieri popolari di Casablanca. I pregiudizi pesano sulle coscienze delle persone rendendole diffidenti e indifferenti. Ma per fortuna non sono tutte uguali. Samia viene accolta da Abla, una panettiera che vive con la figlia. Tra di loro si crea un forte legame affettivo che piega le norme sociali. Questa storia ci ricorda che una “famiglia” o una comunità non è necessariamente determinata da vincoli di “sangue” o rituali che spesso servono per riprodurre gerarchie patriarcali, ma è soprattutto un rapporto di sostegno reciproco che arriva nei momenti di bisogno. Il film rappresenta l’ospitalità come un atto di rivolta contro una società che fa dell’egoismo virtù chiudendosi all’interno delle proprie mura domestiche e mentali.

 

Mercoledì 2 settembre – dalle 20:30
Presentazione del film Fiume o morte! con il direttore della fotografia Gregor Božič

Mercoledì 2 settembre – dalle 21:00
Fiume o morte!
Produzione: Croazia, Italia, Slovenia, 2025
Regia: Igor Bezinović

Il film racconta l’occupazione di Fiume nel 1919 da parte di Gabriele D’Annunzio e dei reparti militari da lui capeggiati. Attraverso l’utilizzo di materiale d’archivio e ricreando scene storiche con attori amatoriali, l’opera questiona il modo in cui gli eventi di Fiume sono stati maleati dalla memoria collettiva in entrambi i lati dell’Adriatico sottolineando il diretto rapporto tra passato e presente. Il film ritrae i miti di forza e mascolinità dell’estetica proto-fascista enfatizzando la lore ambigua e tragica teatralità. La storia dell’occupazione di Fiume ci mostra che il colonialismo non è necessariamente la conquista di paesi “lontani”, ma qualsiasi tentativo di sottomettere un territorio e una popolazione a un progetto di sfruttamento tramite un’ideologia di stampo imperiale, nazionalista e razzista. Dietro a quello che sembra un esperimento giocoso, la trama ci fa capire che la poetica della violenza e della guerra che ispirò l’”impresa” fiumana, sono ancora parte del nostro bagaglio politico e culturale.

 

Giovedì 3 settembre – dalle 21:00
R.M.N. (Animali selvatici)
Produzione: Romania, 2022
Regia: Cristian Mungiu

Ambientato in Transilvania, una regione cosiddetta “multi-etnica” della Romania, il film di Cristian Mungiu affronta uno dei problemi più vecchi dell’Europa contemporanea: Il razzismo. Matthias, un operaio romeno di “etnia” tedesca immigrato in Germania dove subisce il razzismo dei tedeschi per così dire “autoctoni”, torna nel suo villaggio in Transilvania. Mentre molti hanno lasciato il paese per andare in luoghi dove gli stipendi sono più alti, la popolazione rimasta si sente minacciata dal fatto che un’impresa locale assume degli operai cingalesi. Ispirato da una storia vera, il piccolo villaggio è una metafora di tutto il continente sul quale soffia un vento di xenofobia che rischia di portarci nuovamente, come è già successo due volte in passato, in una guerra civile europea. Il film ci ricorda che il razzismo non è necessariamente il frutto di “teorie scientifiche”, ma è soprattutto radicato nel culto e nel concetto dell’identità nazionale intesa come un’entità geneticamente e culturalmente chiusa e predefinita.

 

Venerdì 4 settembre – dalle 21:00
Souad
Produzione: Egitto, 2021
Regia: Ayten Amin

Souad, una studentessa di Zagazig, vive una tormentata storia d’amore a distanza che le sconvolge la routine familiare e i rapporti con le amiche. Il film apre una profonda riflessione sul modo in cui l’utilizzo dei social media condizionano il nostro quotidiano generando ansie e aspettative che cambiano il rapporto con noi stessi e gli altri. Colta in un mondo sotto la costante tensione tra un rumoroso e interminabile “sviluppo” tecnologico e urbano e il mantenimento dell’ordine sociale, Souad ci rivela che l’interfacciarsi con gli altri attraverso personalità performate incrementa le diseguaglianze sociali e di genere. I social media possono essere anche anti-sociali perché inibiscono i rapporti faccia-a-faccia a favore di relazioni mediate da filtri e algoritmi pensati per dividere le persone e renderle sia il prodotto che viene consumato e sia il consumatore stesso. L’unico modo per superare le sfide del nostro tempo è ricercare rapporti corpo-a-corpo che ci permettano di recuperare la nostra e altrui umanità.

 

Sabato 5 settembre – dalle 21:00
All we imagine as light (Amore a Mumbay)
Produzione: India, 2024
Regia: Payal Kapadia

Si può vivere più di vent’anni in una città e sentirsi ancora stranieri perché minacciati dalla possibilità di essere espulsi. Questo si apprende nelle frasi di apertura di All we imagine as light che racconta il modo in cui i confini visibili e invisibili che tracciano le differenze di classe, genere e religione condizionano la vita delle persone in una grande metropoli cosmopolita come Mumbay. Il film è incentrato su Pabhra e Anu, due amiche infermiere provenienti dal sud dell’India che vivono nella stessa casa. Entrambe sono alle prese con complicate vicende sentimentali che le isolano dai colleghi e dalle famiglie. Mentre insaziabili oligarchie globali strappano terra, vite e affetti, l’amicizia è come la luce delle case nel buio che dona conforto e gioia ai personaggi alleggerendo la loro angoscia di fronte a un futuro che non si fa vedere.

 

Domenica 6 settembre – dalle 21:00
Medusa
Produzione: Brasile, 2021
Regia: Anita Rocha da Silveira

Mariana fa parte di una setta religiosa guidata da un carismatico predicatore che impone rispetto rigoroso per i valori cosiddetti “cristiani” e l’interdizione di modi di essere non in linea con i suoi principi dogmatici. Di notte le credenti organizzano ronde per punire donne colpevoli di atti immorali. In parte ispirato da Suspiria di Dario Argento, film dimostra che l’oppressione delle donne è insita nell’idea stessa di “femminilità” e “mascolinità” e nelle istituzioni che danno forma a questi concetti. Ma la trama apre anche una riflessione più ampia su come tutti siamo costretti ad indossare una maschera creata per noi prima ancora di nascere e che dobbiamo portare per tutta la vita. Questa maschera serve a darci un ruolo ed una identità utile all’ordine sociale e politico che ci governa e che ci vuole ubbidienti e silenziosi. La ribellione – tramite la festa, la fuga e l’autodifesa – è l’unico modo per porre fine a questa violenza strutturata e accettata.

 

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